img_20160118_205305Il cardiofitness è un allenamento per dimagrire che fa anche bene al cuore e si svolge a circuito, cioè tramite macchinari differenti da utilizzare in serie, con tempi e obiettivi diversi. Consiste in una serie di esercizi da svolgere in modalità aerobica, cioè traendo l’energia che serve all’organismo durante l’allenamento dall’ossigeno assunto attraverso la respirazione. Si tratta di un’attività di media intensità, che richiede macchinari specifici e pertanto viene svolta generalmente in palestra.

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In media, con un’ora di cardiofitness si bruciano 600 kcal, ma il numero di calorie bruciate non è rilevante per quest’attività, che segue altri principi.

La definizione “cardiofitness” significa letteralmente “benessere del cuore”. Questo allenamento è, infatti, interamente organizzato sulla frequenza cardiaca e, in base al numero di battiti per minuto, si possono ottenere risultati differenti, attivando una reazione fisiologica diversa. Per esempio:

  • ad un’attività cardiaca moderata corrisponde un processo di lipolisi, cioè di scioglimento di grassi per mezzo dell’ossigeno;
  • ad un numero maggiore di battiti l’ossigeno è invece utilizzato per lo più dal cuore come combustibile.

Quale che sia l’andatura stabilita, è importante dunque disporre di un cardiofrequenzimetro, lo strumento integrato nei macchinari più all’avanguardia che serve per misurare la frequenza cardiaca. Vuoi sapere come funziona?
L’uso del cardiofrequenzimetro negli allenamenti per la salute del cuore.
Il cardiofrequenzimetro, indispensabile per chi vuole praticare cardiofitness, può essere sia applicato su particolari parti del corpo, ad esempio i polpastrelli, sia posizionato sulle stesse impugnature delle macchine; in entrambi i casi, la frequenza cardiaca registrata comparirà sul display del macchinario, così l’atleta potrà regolarsi di conseguenza.

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Ma come si utilizza questo accessorio? Innanzitutto bisogna calcolare la FCMax, cioè la frequenza cardiaca massima, il numero massimo di battiti al minuto, al di sopra dei quali l’allenamento diventa troppo faticoso e inutile per l’organismo. Tra i diversi modi per calcolarla, il più noto consiste nell’applicare la formula 220 – età, che ad esempio in un ragazzo di 23 anni dà come risultato 220 – 23 = 197.

Tuttavia ricordiamo che il valore così ricavato costituisce un limite massimo, da raggiungere solo in particolari momenti in cui lo sforzo fisico si fa più intenso; durante l’attività di cardiofitness, è sufficiente mantenere la FC in percentuali incluse tra il 60% e l’80% della FCMax, il che, tornando all’esempio del 23enne, riporta a risultati compresi tra 118 e 158 battiti al minuto. Attenzione, dunque, a non superare il limite!